{"id":60,"date":"2024-07-22T19:16:17","date_gmt":"2024-07-22T19:16:17","guid":{"rendered":"https:\/\/www.oltrelospecchio.org\/new\/?page_id=60"},"modified":"2025-11-09T17:46:32","modified_gmt":"2025-11-09T17:46:32","slug":"concorso-2","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.oltrelospecchio.org\/new\/concorso-2\/","title":{"rendered":"Film in Concorso"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><a href=\"https:\/\/www.oltrelospecchio.org\/new\/en\/competition\/\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"11\" src=\"https:\/\/www.oltrelospecchio.org\/new\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/widget-uk-2.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-507\"\/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong><strong>Electric Child<\/strong><\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">di <em><em>Simon Jaquemet<\/em><\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Svizzera, <strong>2024, 118&#8242;, Sci-fi thriller<\/strong><\/strong><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"693\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.oltrelospecchio.org\/new\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/EC_web-3-693x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1365\" style=\"width:420px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.oltrelospecchio.org\/new\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/EC_web-3-693x1024.jpg 693w, https:\/\/www.oltrelospecchio.org\/new\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/EC_web-3-203x300.jpg 203w, https:\/\/www.oltrelospecchio.org\/new\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/EC_web-3-768x1134.jpg 768w, https:\/\/www.oltrelospecchio.org\/new\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/EC_web-3-1040x1536.jpg 1040w, https:\/\/www.oltrelospecchio.org\/new\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/EC_web-3-1387x2048.jpg 1387w, https:\/\/www.oltrelospecchio.org\/new\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/EC_web-3.jpg 1693w\" sizes=\"auto, (max-width: 693px) 100vw, 693px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Con la rapida evoluzione delle Intelligenze Artificiali, e gli enormi investimenti con cui i governi mondiali pi\u00f9 avanguardisti stanno cercando di dominare la frontiera dello sviluppo tecnologico del futuro, \u00e8 chiaro che il tema dell&#8217;AI, e della progressiva contaminazione del virtuale con il reale, si trovi ormai al centro di innumerevoli narrazioni. Ed \u00e8 proprio attorno a questo immaginario che \u201cElectric Child\u201d, il debutto in lingua inglese del regista svizzero Simon Jaquemet, fa ruotare le sue riflessioni, per buona parte incentrate sul legame tra virtualit\u00e0 e realt\u00e0, e sulle conseguenze (drammatiche? ottimistiche?) che l&#8217;imminente sovrapposizione di tali dimensioni pu\u00f2 generare per l&#8217;avvenire dell&#8217;essere umano. A suggellare questa connessione, e a declinarla in una cornice da sci-fi movie, interviene qui l&#8217;informatico Jason (Elliott Crosset Hove), uno scienziato esperto di AI impegnato a creare una nuova e avveniristica forma di Intelligenza Artificiale capace di abitare, sotto forma di \u201cessere umano\u201d, un network digitale in tutto e per tutto simile al nostro mondo. Ma il figlio appena nato dell&#8217;uomo \u00e8 destinato a perire a causa di una malattia genetica, e per poter salvare la vita del bambino, il protagonista decide di soddisfare una specifica richiesta della macchina: cio\u00e8 quella di trasferirsi nel mondo reale, dietro la promessa di curare il primogenito di Jason. E a differenza di molte opere analoghe, nel presentare i propri ragionamenti sulla progressiva umanizzazione dell&#8217;AI, e su ci\u00f2 che tale fenomeno pu\u00f2 comportare per la preservazione della singolarit\u00e0 dell&#8217;individuo, \u201cElectric Child\u201d non scade in facili paure millenariste n\u00e9 in mere visioni di stampo apocalittico. Anche perch\u00e9, sembrerebbe suggerire Jaquemet, il futuro dell&#8217;uomo, nel bene o nel male, dipende sempre dalla sua capacit\u00e0\/volont\u00e0 di declinare lo sviluppo tecnologico in una funzione migliorativa per la societ\u00e0, e di porlo al servizio del genere umano.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong><strong>The Dutchman<\/strong><\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">di <em><em>Andre Gaines<\/em>&nbsp;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong><strong>USA, 2025, 88&#8242;, <\/strong>Thriller psicologico<\/strong><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"693\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.oltrelospecchio.org\/new\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/TDM-3-693x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1367\" style=\"width:421px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.oltrelospecchio.org\/new\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/TDM-3-693x1024.jpg 693w, https:\/\/www.oltrelospecchio.org\/new\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/TDM-3-203x300.jpg 203w, https:\/\/www.oltrelospecchio.org\/new\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/TDM-3-768x1134.jpg 768w, https:\/\/www.oltrelospecchio.org\/new\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/TDM-3-1040x1536.jpg 1040w, https:\/\/www.oltrelospecchio.org\/new\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/TDM-3-1387x2048.jpg 1387w, https:\/\/www.oltrelospecchio.org\/new\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/TDM-3.jpg 1693w\" sizes=\"auto, (max-width: 693px) 100vw, 693px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;identit\u00e0 black, in un&#8217;America che tende a nascondere le proprie colpe (passate, e forse anche presenti), pu\u00f2 risultare spesso fratturata, specialmente agli occhi di chi vive, gi\u00e0 a livello personale, una profonda crisi esistenziale. Clay (a cui presta il volto un travolgente Andr\u00e9 Holland) sembra non a caso rappresentare in \u201cThe Dutchman\u201d l&#8217;esempio paradigmatico di tale fenomeno, essendo un businessman afroamericano di grande successo, incapace per\u00f2 di coniugare le aspettative che la societ\u00e0 bianca pone su di lui con le deflagranti pressioni derivanti da un matrimonio sul filo del collasso. L&#8217;ansia di trovare un equilibrio all&#8217;interno di un simile orizzonte caotico non fa che aumentare di giorno in giorno il suo sfasamento psichico, finch\u00e9 l&#8217;incontro notturno in metropolitana con un&#8217;imprevedibile e mefistofelica donna (Kate Mara) non lo porr\u00e0 dinanzi ad una scelta: prendere finalmente in mano le redini della propria vita, o profondare negli abissi della crisi che lo sta dilaniando dall&#8217;interno. Ed \u00e8 a partire da una spirale cos\u00ec negativa di emozioni e cortocircuiti esistenzialisti che il cineasta statunitense Andre Gaines d\u00e0 luce ad una narrazione propriamente disturbante, capace di posizionare lo spettatore nella medesima condizione di disequilibrio vissuta dal disorientato protagonista, innervando nel contempo i linguaggi tensivi del thriller\/horror psicologico di valenze anche, e soprattutto, politiche. Destinate qui a riflettere sui retaggi odierni della cultura black, e sulle difficolt\u00e0 a cui gli afroamericani vanno quotidianamente incontro ogni qualvolta tentano di manifestare la propria identit\u00e0 collettiva nel cuore di una societ\u00e0 a trazione ancora bianca.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>The Well<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">di <em> <em>Hubert Davis<\/em><\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong><strong>Canada, 2025, 91&#8242;, Dramma post-apocalittico \/ Thriller di sopravvivenza <\/strong><\/strong><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"715\" height=\"427\" src=\"https:\/\/www.oltrelospecchio.org\/new\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Screenshot-2025-10-28-122302-1.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-1369\" style=\"width:419px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.oltrelospecchio.org\/new\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Screenshot-2025-10-28-122302-1.png 715w, https:\/\/www.oltrelospecchio.org\/new\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Screenshot-2025-10-28-122302-1-300x179.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 715px) 100vw, 715px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Come si pu\u00f2 generare un senso di comunit\u00e0, in un contesto dove l&#8217;individuo deve affidarsi esclusivamente a s\u00e9 stesso o alle persone a lui\/lei pi\u00f9 care, per poter accarezzare una (flebile) fantasia di sopravvivenza? \u00c8 questo interrogativo che il cineasta canadese Hubert Davis posiziona al centro del suo \u201cThe Well\u201d, un&#8217;opera ambientata in un orizzonte post-apocalittico, che in linea con i testi ad essa analoghi, disegna una geografia (spaziale, esistenziale ed emotiva) dove l&#8217;assoluto individualismo sembrerebbe costituire l&#8217;unica via perseguibile per coloro che desiderano sopravvivere in una cornice progressivamente svuotata di esseri umani, nazioni, confini, e quindi di comunit\u00e0. In prima battuta, \u00e8 la sola famiglia a costituire, nell&#8217;incipit del racconto, l&#8217;unico nucleo nel quale una persona pu\u00f2 trovare la propria dimensione: ma nel momento in cui un ragazzo, arrivato alle soglie dell&#8217;abitazione di Sarah e dei suoi genitori, scopre che il loro pozzo (vale a dire la principale fonte di \u201cvita\u201d in un orizzonte post-epidemico) \u00e8 ormai contaminato, ecco che il senso di appartenenza provato dai vari personaggi si carica qui di nuove sfumature. Tanto che la protagonista, dopo aver accettato l&#8217;invito del giovane uomo a seguirlo nei boschi con la speranza di trovare una nuova sorgente d&#8217;acqua, si trover\u00e0 costretta a rinegoziare il suo stesso senso di \u201clealt\u00e0\u201d non appena si interfaccer\u00e0 con i membri della comunit\u00e0 (o culto) a cui appartiene il ragazzo. Ed \u00e8 sullo sfondo di tali \u201ctravalicamenti\u201d di spazi e confini (anche esistenziali) che \u201cThe Well\u201d si serve dei codici della narrazione post-apocalittica per parlare dei vari modi in cui stiamo al mondo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong><strong>The Occupant<\/strong><\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">di <em>Hugo Keijzer<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Paesi Bassi, <strong>2025, 104&#8242;, Thriller sci-fi<\/strong><\/strong><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"683\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.oltrelospecchio.org\/new\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/The-Occupant-poster-1-683x1024.webp\" alt=\"\" class=\"wp-image-1370\" style=\"width:418px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.oltrelospecchio.org\/new\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/The-Occupant-poster-1-683x1024.webp 683w, https:\/\/www.oltrelospecchio.org\/new\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/The-Occupant-poster-1-200x300.webp 200w, https:\/\/www.oltrelospecchio.org\/new\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/The-Occupant-poster-1-768x1152.webp 768w, https:\/\/www.oltrelospecchio.org\/new\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/The-Occupant-poster-1.webp 800w\" sizes=\"auto, (max-width: 683px) 100vw, 683px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Opere sci-fi come questo \u201cThe Occupant\u201d possono rompere barriere e confini spazio-temporali senza alcuna soluzione di continuit\u00e0, per dare vita a viaggi cosmici dall&#8217;evidente connotazione catartica. \u00c8 alla luce di un simile espediente narrativo che la geologa inglese Abby (Ella Balinska), divisa tra il lavoro e il dolore per le condizioni di salute critiche dell&#8217;amata sorella, viene letteralmente catapultata in una spedizione surreale per volont\u00e0 di una forza astrale dalla natura imprecisata, con l&#8217;obiettivo di portarla ad una comprensione maggiore delle sofferenze che la stanno lacerando dall&#8217;interno. E nel momento in cui si trover\u00e0 dispersa tra i monti del Caucaso georgiano, dove era giunta per recuperare un materiale talmente prezioso da permetterle potenzialmente di salvare la sorella, ecco che la protagonista sar\u00e0 costretta ad intraprendere un vero e proprio cammino di sopravvivenza, al termine del quale potr\u00e0 tornare a vedere la luce. Ma le vie della sofferenza sono tortuose, e nel dilatare costantemente i tempi della narrazione, il cineasta olandese Hugo Keijzer ci fa vivere tutto lo struggimento di Abby, qui dislocata in uno spazio trascendente, a met\u00e0 tra il gelo delle montagne e l&#8217;asetticit\u00e0 del cosmo. Un luogo \u201canimistico\u201d, quello in cui prende piede il racconto, dove gli elementi soprannaturali (cio\u00e8 le sfumature fantascientifiche della storia) si ergono ad allegorie del profondo \u2013 e in questo caso dolente &#8211; amore sororale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>The Storm<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">di <em>Busifan<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Cina, <strong>2024, 105&#8242;, Epico-fantasy animato<\/strong><\/strong><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"718\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.oltrelospecchio.org\/new\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/The-Storm-Film-Poster_engl-2024-3.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1371\" style=\"width:416px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.oltrelospecchio.org\/new\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/The-Storm-Film-Poster_engl-2024-3.jpg 718w, https:\/\/www.oltrelospecchio.org\/new\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/The-Storm-Film-Poster_engl-2024-3-210x300.jpg 210w\" sizes=\"auto, (max-width: 718px) 100vw, 718px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Yang Zhigang costruisce un\u2019epopea animata in cui l\u2019arte dell\u2019inchiostro cinese si intreccia a una narrazione intrisa di simbolismi e di echi folklorici. Un giovane orfano viene accolto da Daguzi, uomo dal passato enigmatico che lo ritrova alla deriva in un fiume. I due intraprendono un viaggio verso la Baia del Grande Drago, mossi dalla ricerca di un veliero nero, custode di un antico tesoro noto come Nuralumin Satin. Ma il loro cammino \u00e8 costellato di mostri, maledizioni e di una trasformazione inesorabile che minaccia Daguzi, costringendo il giovane Bao a confrontarsi con oscure presenze. Il film si distingue per un\u2019estetica di rara raffinatezza, che omaggia le tradizioni pittoriche cinesi e crea un\u2019atmosfera intensamente onirica e suggestiva. La trama, pur complessa e pregna di riferimenti culturali, affronta temi universali quali l\u2019identit\u00e0, il sacrificio e la ricerca della redenzione. Con quest\u2019opera, il regista indipendente cinese si inserisce in un filone dell\u2019animazione che sovverte le convenzioni occidentali, offrendo una visione originale e profonda del mondo, filtrata attraverso lo sguardo del giovane eroe e del suo enigmatico mentore.<br><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong><strong>Strange Harvest<\/strong><\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">di <em><em>Stuart Ortiz<\/em><\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong><strong>USA, 2024, 94&#8242;, Mockumentary horror<\/strong><\/strong><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"683\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.oltrelospecchio.org\/new\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Strange-Harvest-ORIGINAL-Poster-3-683x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1373\" style=\"width:418px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.oltrelospecchio.org\/new\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Strange-Harvest-ORIGINAL-Poster-3-683x1024.jpg 683w, https:\/\/www.oltrelospecchio.org\/new\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Strange-Harvest-ORIGINAL-Poster-3-200x300.jpg 200w, https:\/\/www.oltrelospecchio.org\/new\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Strange-Harvest-ORIGINAL-Poster-3-768x1152.jpg 768w, https:\/\/www.oltrelospecchio.org\/new\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Strange-Harvest-ORIGINAL-Poster-3-1024x1536.jpg 1024w, https:\/\/www.oltrelospecchio.org\/new\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Strange-Harvest-ORIGINAL-Poster-3-1365x2048.jpg 1365w, https:\/\/www.oltrelospecchio.org\/new\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Strange-Harvest-ORIGINAL-Poster-3-scaled.jpg 1707w\" sizes=\"auto, (max-width: 683px) 100vw, 683px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Come tipico dei migliori mockumentary, \u201cStrange Harvest\u201d si muove costantemente sulla (sottilissima) linea di demarcazione tra realt\u00e0 e finzione, senza mai rompere il suo \u201cgioco\u201d. La reiterazione dei linguaggi del cinema documentaristico, qui declinati in un contesto narrativo puramente fittizio, permette di fatto al cineasta statunitense Stuart Ortiz non solo di dialogare con le aspettative \u201cludiche\u201d che gli spettatori ormai storicamente nutrono nei confronti dei falsi documentari sin dai tempi di \u201cThe Blair Witch Project\u201d: ma anche, e soprattutto, di restituire una profonda sensazione di \u201cveridicit\u00e0\u201d ad un racconto propriamente artefatto e (ri)costruito. E abbandonate le derive fantastico-orrorifiche di molti lavori omologhi, l&#8217;opera seconda del regista californiano concentra la sua attenzione (quasi) esclusivamente sugli orizzonti del documentario investigativo: di cui Ortiz replica ora tutte le pi\u00f9 comuni forme e strutture, dalle interviste agli agenti coinvolti nella caccia ad un fantomatico serial killer di stanza a San Bernardino (denominato \u201cMr. Shiny\u201d), alla ricostruzione chirurgica delle prove inerenti al caso, con l&#8217;obiettivo di tracciare le tappe di un&#8217;indagine apparentemente \u201cimpossibile\u201d e di difficile decodificazione. \u00c8 in questo modo che \u201cStrange Harvest\u201d, focalizzandosi prevalentemente sulle pratiche di <em>detection<\/em> dei poliziotti, ricostruisce fittiziamente i termini di un&#8217;investigazione assurda, tarata sulla ricerca di un uomo diabolicamente elusivo, che agli occhi degli agenti (e del pubblico) appare \u201castratto\u201d, quasi fosse un fantasma.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong><strong>Salt Along the Tongue<\/strong><\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">di <em><em>Parish Malfitano<\/em><\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong><strong>Australia, 2024, 113&#8242;, Horror-drama<\/strong><\/strong><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"690\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.oltrelospecchio.org\/new\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Poster-6-690x1024.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-1374\" style=\"width:418px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.oltrelospecchio.org\/new\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Poster-6-690x1024.png 690w, https:\/\/www.oltrelospecchio.org\/new\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Poster-6-202x300.png 202w, https:\/\/www.oltrelospecchio.org\/new\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Poster-6-768x1140.png 768w, https:\/\/www.oltrelospecchio.org\/new\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Poster-6.png 926w\" sizes=\"auto, (max-width: 690px) 100vw, 690px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A volte per trovare il proprio posto in una dimensione culturalmente inedita, basta ritornare per un attimo alle proprie radici. Per ogni migrante italiano che abbia lasciato la patria in cerca di condizioni di vita pi\u00f9 virtuose, il cibo ha spesso rappresentato un porto sicuro, un universo in cui rifugiarsi e ri-scoprirsi anche in luoghi fisicamente remoti dalla propria terra d&#8217;origine. La famiglia della giovane italo-australiana Mattia (Laneikka Denne) costituisce un esempio lampante di tale fenomeno, tanto che i suoi membri hanno visto nella cucina uno strumento con cui affermare s\u00e9 stessi in una nazione apparentemente \u201caliena\u201d come quella oceaniana, senza per\u00f2 perdere quella connessione identitaria che sembrerebbe legarli ad un unico fil rouge. Tutti i personaggi di \u201cSalt Along the Tongue\u201d, da questa prospettiva, sono connessi in un modo o nell&#8217;altro alla cultura culinaria del bel paese, tanto che nel film ogni snodo narrativo, specialmente quelli relativi alla rielaborazione del lutto materno da parte della protagonista, passa dal cibo. E dal momento che il tema-cardine del racconto si sposa idealmente con i linguaggi dell&#8217;horror, ecco che il regista Parish Malfitano (anche lui di origini italiane) decide di guardare alle estetiche del giallo \u2013 con particolare riferimento alle opere di Mario Bava \u2013 per delineare le logiche di una narrazione profondamente catartica, dove i codici del body horror o della ghost story, mixati con le coordinate visive dei b-movies nostrani, permettono al cineasta di restituire al cibo una connotazione tanto soprannaturale quanto culturale, attorno a cui un nucleo familiare in disgregazione ritrover\u00e0 la propria identit\u00e0.<br><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong><strong>A Grand Mockery<\/strong><\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">di <em><em>Adam C. Briggs, Sam Dixon<\/em><\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong><strong>Australia, 2024, 104&#8242;, Dramma psicologico<\/strong><\/strong><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"683\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.oltrelospecchio.org\/new\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/A-Grand-Mockery-poster-1-683x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1375\" style=\"width:419px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.oltrelospecchio.org\/new\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/A-Grand-Mockery-poster-1-683x1024.jpg 683w, https:\/\/www.oltrelospecchio.org\/new\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/A-Grand-Mockery-poster-1-200x300.jpg 200w, https:\/\/www.oltrelospecchio.org\/new\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/A-Grand-Mockery-poster-1-768x1152.jpg 768w, https:\/\/www.oltrelospecchio.org\/new\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/A-Grand-Mockery-poster-1.jpg 1000w\" sizes=\"auto, (max-width: 683px) 100vw, 683px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La New Wave australiana ha riconfigurato, negli anni &#8217;70, il modo di raccontare il paese e le idiosincrasie dei suoi insulari abitanti. Da questo punto di vista, i due talentuosi cineasti Adam C. Briggs e Sam Dixon stanno dimostrando negli ultimi tempi di aver metabolizzato con precisione le lezioni dei grandi maestri del passato, da Ted Kotcheff a Nicholas Roeg, tanto da utilizzare il grande schermo come cassa di risonanza delle eccentricit\u00e0 dei loro conterranei, a contatto con ambienti talvolta devianti e inconcepibilmente sfuggenti. E proprio il protagonista di \u201cA Grand Mockery\u201d (a cui presta il volto lo stesso Dixon) sembrerebbe rappresentare l&#8217;oggetto emblematico del potere trasformativo che gli spazi australiani hanno su coloro che li attraversano. Josie \u00e8, non a caso, un uomo privo di una vera direzione: per tutto il film lo vediamo girovagare tra gli angoli pi\u00f9 sporchi e dimenticati di Brisbane, e nel corso di questa sua incontrollabile deriva motoria, egli subisce una progressiva involuzione\/deformazione, sia fisica che mentale, attivata dall&#8217;alienazione di cui il sottobosco cittadino permea l&#8217;individuo. Ed \u00e8 alla luce di queste traiettorie di vita quasi cosmiche, che il duo di registi mette in scena con \u201cA Grand Mockery\u201d un racconto dominato dalla stasi, dove nulla veramente accade, e il cui significato giace tutto nelle singole azioni, nei gesti, movimenti e nelle pure aspirazioni mondane dello stravagante protagonista, sotto le quali lui (e per estensione il cittadino comune australiano) sembra grottescamente sprofondare.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Salvageland <\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">di&nbsp;<em>Lino Cayetano<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Anteprima Mondiale<\/strong>&nbsp;a&nbsp;<em>Oltre lo Specchio Film Festival<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La <strong>premi\u00e8re nelle Filippine<\/strong> si terr\u00e0 il <strong>26 Novembre<\/strong>. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Filippine, 2025, 90\u2032, Thriller\/Drama<\/strong><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"8100\" height=\"12000\" src=\"https:\/\/www.oltrelospecchio.org\/new\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/Viva_SALVAGE-LAND-poster-official-copy-2.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1634\" style=\"width:419px;height:auto\"\/><\/figure>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><strong>Longline<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un poliziotto locale prossimo alla pensione e il suo giovane figlio, agente dai saldi principi, vengono travolti da una notte di violenza brutale quando una donna ferita \u2014 in fuga da un potente cartello criminale \u2014 cerca rifugio nella loro fatiscente sottostazione di polizia, situata in una cittadina desolata lungo una strada dimenticata. Padre e figlio si troveranno cos\u00ec costretti a un confronto estremo che metter\u00e0 alla prova il loro legame, le loro convinzioni e la loro stessa sopravvivenza.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><strong>Sinossi breve<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In una cittadina dimenticata, lungo un tratto di strada abbandonato e sepolto sotto strati di fango vulcanico, il capo della sottostazione <strong>SARGE MORALES<\/strong> \u00e8 a pochi giorni dalla pensione \u2014 ormai rassegnato all\u2019idea che, per sopravvivere, sia meglio tenere la testa bassa. Ma questa visione cinica della vita lo pone in conflitto con il figlio <strong>JULES<\/strong>, un giovane agente idealista deciso a indagare su una serie di cadaveri smembrati collegati a un violento cartello automobilistico guidato da <strong>DONALD NAVARRO<\/strong> e dai suoi spietati fratelli, <strong>CALOY<\/strong> e <strong>MIA<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La frattura tra padre e figlio raggiunge il punto di rottura in una notte fatale, quando incontrano <strong>SALLY<\/strong>, la moglie di Donald, disperata in cerca di rifugio presso la loro isolata stazione di polizia. Quando Jules decide di disobbedire agli ordini e offrirle protezione, Sarge si trova di fronte a una scelta: preservare il fragile equilibrio che lo ha tenuto al sicuro per anni, o schierarsi con suo figlio. Nel confrontarsi con il prezzo del proprio silenzio, dovr\u00e0 decidere se rischiare tutto per proteggere Jules \u2014 o restare complice e perderlo per sempre.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>\u201cSalvageland\u201d<\/strong> \u00e8 un crudo thriller neo-western sul confronto morale e sul prezzo della giustizia in una terra segnata da violenza e abbandono \u2014 dove gli uomini sono plasmati dal silenzio, dalla paura e da un ambiente ostile che li ha costretti a sopravvivere.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><strong>Informazioni sul film e Cast tecnico-artistico<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Titolo:<\/strong> <em>Salvageland<\/em><br><strong>Regia:<\/strong> Lino S. Cayetano<br><strong>Sceneggiatura:<\/strong> Shugo Praico, John Carlo Pacala<br><strong>Produttori:<\/strong> Shugo Praico, Charm Guzman, Arleen Cuevas, Vincent Del Rosario III, Veronique Del Rosario-Corpus, Valerie Salvador Del Rosario<br><strong>Produttori esecutivi:<\/strong> Vic Del Rosario, Lino S. Cayetano, Amparo Maria J. Zamora, Lyle Pasco, Manuel Zamora Jr.<br><strong>Paese di produzione:<\/strong> Filippine<br><strong>Lingua:<\/strong> Filippino con sottotitoli in inglese<br><strong>Tipologia:<\/strong> Lungometraggio di finzione<br><strong>Genere:<\/strong> Crime-drama, Neo-Western<br><strong>Durata:<\/strong> 1 ora e 30 minuti<br><strong>Formato:<\/strong> Digitale<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Cast:<\/strong> Richard Gomez, Elijah Canlas, Mon Confiado<br><strong>Direttore della fotografia:<\/strong> Moises M.M. Zee<br><strong>Scenografia:<\/strong> Carmela Danao<br><strong>Montaggio e color correction:<\/strong> Moises M.M. Zee<br><strong>Colonna sonora:<\/strong> Jose Antonio Buencamino<br><strong>Sound design:<\/strong> Gregorio Rodriguez III<br><strong>Junior Producers:<\/strong> Aiah Gertos, Maryruth Maximo<br><strong>Aiuto regista:<\/strong> Ricardo Navarro<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong><strong>The Journey to No End<\/strong><\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">di <em><em>Chen Xiang<\/em><\/em> (<mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0);color:#f9f9f9\" class=\"has-inline-color\"><strong>Ospite in sala<\/strong><\/mark> &#8211; 11 novembre 20:30, Aula Magna di RUFA)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong><strong>Cina, 2025, 93\u2032, Dramma distopico \/ Sci-fi<\/strong><\/strong><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"722\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.oltrelospecchio.org\/new\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/The-Journey-to-No-End-3-722x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1376\" style=\"width:419px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.oltrelospecchio.org\/new\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/The-Journey-to-No-End-3-722x1024.jpg 722w, https:\/\/www.oltrelospecchio.org\/new\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/The-Journey-to-No-End-3-211x300.jpg 211w, https:\/\/www.oltrelospecchio.org\/new\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/The-Journey-to-No-End-3-768x1090.jpg 768w, https:\/\/www.oltrelospecchio.org\/new\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/The-Journey-to-No-End-3-1082x1536.jpg 1082w, https:\/\/www.oltrelospecchio.org\/new\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/The-Journey-to-No-End-3-1443x2048.jpg 1443w, https:\/\/www.oltrelospecchio.org\/new\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/The-Journey-to-No-End-3-scaled.jpg 1804w\" sizes=\"auto, (max-width: 722px) 100vw, 722px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In un futuro devastato dal collasso ambientale, l\u2019umanit\u00e0 \u00e8 sospesa tra due mondi: quello reale, ormai in rovina, e il New World, una dimensione digitale dove \u00e8 possibile caricare la propria coscienza e scegliere i compagni di viaggio per una nuova esistenza artificiale. In bilico tra questi due mondi vive Cheng Qi, sedicenne che, dopo la scomparsa del padre nel mondo virtuale, intraprende un viaggio per ritrovare la madre che lo ha abbandonato anni prima. La sua ricerca diventa presto un percorso interiore, un cammino di formazione e smarrimento, dove la linea che separa memoria e simulazione, desiderio e verit\u00e0, si fa sempre pi\u00f9 labile. In un universo distopico di silenzi, pause e atmosfere sospese, il regista Chen Xiang costruisce un racconto che riflette sulla fragilit\u00e0 dell\u2019identit\u00e0 e sul bisogno umano di appartenenza. Mentre il confine tra realt\u00e0 e artificio si dissolve, Cheng Qi dovr\u00e0 scegliere se affrontare la solitudine del mondo reale o abbandonarsi alla perfezione illusoria del New World. In questa sospensione senza fine, il viaggio diventa metafora della condizione umana: la ricerca di s\u00e9 come unica forma possibile di salvezza.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Can I Get a Witness?<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">di <em><em>Ann Marie Flaming<\/em><\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong><strong>Canada, 2024, 110&#8242;, Dramma sci-fi allegorico<\/strong><\/strong><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"693\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.oltrelospecchio.org\/new\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/CIGW_KA-3-693x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1377\" style=\"width:421px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.oltrelospecchio.org\/new\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/CIGW_KA-3-693x1024.jpg 693w, https:\/\/www.oltrelospecchio.org\/new\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/CIGW_KA-3-203x300.jpg 203w, https:\/\/www.oltrelospecchio.org\/new\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/CIGW_KA-3-768x1134.jpg 768w, https:\/\/www.oltrelospecchio.org\/new\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/CIGW_KA-3-1040x1536.jpg 1040w, https:\/\/www.oltrelospecchio.org\/new\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/CIGW_KA-3-1387x2048.jpg 1387w, https:\/\/www.oltrelospecchio.org\/new\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/CIGW_KA-3.jpg 1693w\" sizes=\"auto, (max-width: 693px) 100vw, 693px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;utopia nasconde spesso i semi della distopia. La visione di un mondo-altro, epurato delle anomalie che contraddistinguono la realt\u00e0 in cui viviamo, e che contribuiscono a gettare un alone oscuro sul futuro del pianeta e sulle capacit\u00e0 del genere umano di preservare l&#8217;integrit\u00e0 dell&#8217;ecosistema globale per le generazioni a venire, pu\u00f2 facilmente scadere in una presentazione altrettanto apocalittica della quotidianit\u00e0. \u00c8 proprio a questo fenomeno che la regista canadese Ann Marie Fleming sembra alludere in \u201cCan I Get a Witness?\u201d, una sorta di favola ecologista dove l&#8217;antropocentrismo, ovvero l&#8217;attitudine dell&#8217;uomo ad influenzare con le sue attivit\u00e0 quotidiane le trasformazioni planetarie, \u00e8 completamente depotenziato. Ogni individuo calato in questo futuro alternativo ha infatti la possibilit\u00e0 di vivere fino a 50 anni: et\u00e0 alla quale \u00e8 costretto ad accettare le \u201cprocedure di fine vita\u201d proposte dai governi locali in modo da non arrecare ulteriore danno al pianeta. La giovane Kiah (Keira Jang) ne \u00e8 cosciente, eppure \u00e8 solo durante il suo primo giorno di lavoro come \u201ctestimone\u201d (la ragazza ha il compito di raffigurare, con i suoi disegni, gli ultimi istanti di vita dei cinquantenni) che comprende gli enormi sacrifici che noi individui dovremmo metaforicamente compiere per garantire una speranza di salvezza al mondo che ci circonda. E nel delineare una narrazione cos\u00ec allegorica, la cineasta adotta i linguaggi non del puro sci-fi, ma del dramma intimista. I soli che, ai suoi occhi, permettono ad un racconto apparentemente \u201capocalittico\u201d di validare la capacit\u00e0 delle persone di consegnare ai posteri un pianeta su cui vale la pena trascorrere l&#8217;esistenza.<br><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Electric Child di Simon Jaquemet Svizzera, 2024, 118&#8242;, Sci-fi thriller Con la rapida evoluzione delle Intelligenze Artificiali, e gli enormi investimenti con cui i governi mondiali pi\u00f9 avanguardisti stanno cercando di dominare la frontiera dello sviluppo tecnologico del futuro, \u00e8 chiaro che il tema dell&#8217;AI, e della progressiva contaminazione del virtuale con il reale, si [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":0,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"footnotes":""},"class_list":["post-60","page","type-page","status-publish","hentry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.oltrelospecchio.org\/new\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/60","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.oltrelospecchio.org\/new\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.oltrelospecchio.org\/new\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.oltrelospecchio.org\/new\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.oltrelospecchio.org\/new\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=60"}],"version-history":[{"count":105,"href":"https:\/\/www.oltrelospecchio.org\/new\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/60\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1674,"href":"https:\/\/www.oltrelospecchio.org\/new\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/60\/revisions\/1674"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.oltrelospecchio.org\/new\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=60"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}