OLTRE LO SPECCHIO FILM FESTIVAL 2026
Il lato oscuro del cinema di genere
Proiezioni, ospiti, incontri
8a edizione | Milano, Nuovo Armenia – Via Livigno, 9 | 12-18 novembre 2026
Mai come quest’anno, andare “al di là dello specchio” significa guardare attraverso una finestra cinematografica che ci permetta di interrogare le questioni, le crisi e i problemi del mondo (fisico e virtuale) in cui viviamo. La stragrande maggioranza dei film selezionati per la VIII edizione di Oltre lo Specchio Film Festival, la kermesse di cinema di genere che si terrà al Nuovo Armenia di Milano dal 12 al 18 novembre, conservano infatti la natura sociologica che contraddistingue questa tipologia di opere, soprattutto quando entrano in dialogo con gli “orrori” della quotidianità.
Proprio l’horror è la cornice di riferimento della selezione, un mix equilibrato di lungometraggi occidentali ed asiatici, che insieme dipingono un campionario delle paure e delle ansie della contemporaneità, servendosi dei linguaggi allegorici del cinema d’orrore per mettere in discussione i dogmi e le convenzioni più vincolanti e deumanizzanti della società odierna. Basti guardare, da questo punto di vista, ai due titoli che inaugureranno la giornata d’apertura del festival, ovvero Women as Lovers e Bodyhackers, film che, pur essendo collocati in categorie diverse (il primo, firmato dalla cineasta lussemburghese Caroline Kox, è Fuori Concorso, mentre il secondo, diretto dal regista portoghese Carlos Conceição, parteciperà alla sezione competitiva del manifestazione) sembrano attivare a distanza una conversazione straordinariamente personale, per come mettono alla berlina i processi di uniformazione estetica che la sfera societaria vorrebbe imporre alle donne, demonizzandone i meccanismi più perversi. Una traiettoria che ritroviamo in tante altre opere del programma, tra cui Ugly Cry, il lungometraggio d’esordio della giovane regista/attrice Emily Robinson che prenderà parte alla cornice dedicata agli esordienti (sezione denominata “Newcomers”) e nel quale le grammatiche del body-horror, contaminate con gli stilemi del dramma psicologico, permettono di esacerbare, in termini orrorifici, le pressioni e gli alienanti standard di bellezza a cui i personaggi femminili dovrebbero sottostare in una società “canonica”.
Ma le vie del cinema di genere, si sa, sono infinite, e il resto dei film che compongono la selezione, dai cinesi The Boy Who Counted Cars e Western Border (collocati rispettivamente nella sezione competitiva e Fuori Concorso) agli americani Mother of Flies e Little Doors emergono per la radicalità con cui declinano le loro istanze narrative nel confine tra sogno e realtà, tra le illusioni della mente e gli incubi inenarrabili del quotidiano. Proprio i due lungometraggi a stelle e strisce, che concorreranno entrambi nella cornice principale del programma, ci illustrano quanto sia ampio lo spettro espressivo, estetico e comunicativo del body-horror, capace di riflettere su tematiche simili, attraverso però linguaggi e registri anche paradossalmente opposti. Mother of Flies, realizzato “in casa” da una delle famiglie artistiche più geniali del cinema orrorifico mondiale (gli Adams) ragiona, in pieno spirito cronenberghiano, sugli effetti disgreganti delle malattie fisiche, per delineare una storia di “riconquista” e di riconnessione con il proprio corpo (e con la propria identità) da parte di una giovane ragazza. Istanze che riflettono anche le strategie drammaturgiche di Little Doors, solo che nel caso del film di Anthony Oberbeck, il processo di riscoperta del Sé come unica medicina alla desensibilizzazione e alla letargia emotiva dei tempi correnti passa per i registri semi-comici del grottesco. A dimostrazione di quanto il cinema di genere, e in particolare l’horror, sia non solo vitale ed in continua espansione: ma di come rappresenti, al giorno d’oggi, una cornice estetica necessaria per ragionare sulle crisi del contemporaneo, attraverso l’esorcizzazione dei suoi lati più perturbanti e oscuri. Una logica che connette tutti il film del programma, e di cui l’ottava edizione di Oltre lo specchio rappresenta una vetrina emblematica.
Si potrà accedere alle proiezioni sottoscrivendo la tessera associativa del Nuovo Armenia a 5 euro ed acquistando un biglietto a 5 euro per ogni singola proiezione. In alternativa un abbonamento a 15 euro per accedere a tutti i film del festival.
